5G, Ernesto Burgio: “non sappiamo se fa male, nessuno lo ha verificato”

Quello del 5G è un mercato enorme, che vale 250 miliardi di dollari, destinato a crescere.

Forse è per questo che si stanno bruciando le tappe, mettendola sul mercato (troppo?) rapidamente.

Una moratoria per il 5G la chiede Ernesto Burgio, del Comitato Scientifico dell’ECERI, l’istituto europeo di ricerca sul cancro di Bruxelles.

La richiesta è stata lanciata durante il convegno nazionale di Pastorale della Salute della CEI a Caserta.

“Una tecnologia che ci è stata imposta, di cui non si sa nulla, non dovrebbe essere consentito installare una cosa potenzialmente così pericolosa, che nessuno ha mai verificato.”

Prof. Ernesto Burgio

In modo particolare, potrebbe essere fortemente cancerogeno.

Il Prof. Burgio sottolinea che:

“Il 5G è una fonte di alte frequenze, che rischia di interferire su tutti i tessuti, organi, cellule, sia degli adulti che dei bambini, anche non ancora nati.”

Prof. Ernesto Burgio

Chi è Ernesto Burgio?

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1977 presso l’Università degli Studi di Pavia e specializzato in Clinica Pediatrica nel 1980 presso l’Università degli Studi di Firenze.
Oggetto principale della sua ricerca sono gli effetti che le trasformazioni ambientali potrebbero avere sul DNA e, più in generale, sulla salute umana.

E’ Presidente del Comitato Scientifico di ISDE (International Society of Doctors for Environment) e membro di importanti istituti e società scientifiche (ECERI – European Cancer and Environment Research Institute, Bruxelles; ARTAC – Association pour la Recherche Thérapeutique Anti-Cancéreuse, Paris; ENSSER European Network of Scientists for Social and Environmental Responsibility; EPH – Environment & Public Health Panel – European Society for Research and Prevention on Environment and Health) e della Commissione Ambiente e Salute della FIMP – Federazione Italiana di Pediatria.