E’ vero che il 5G aiuta la diffusione Coronavirus?

Negli ultimi giorni si è diffusa la teoria che il Coronavirus sia provocato dalle antenne 5G.

O, quantomeno, che le onde del 5G siano in grado di aiutare la diffusione del virus.

Vorrei dirvi che sono un po imbarazzato a trattare questo argomento, perchè sembra la classica teoria “complottistica” (e io sono allergico alle teorie complottistiche), se non fosse che c’è di mezzo un premio nobel per la medicina che, in una intervista alla televisione francese, conferma i suoi dubbi su questo argomento (trovate il link in fondo all’articolo).

Secondo una teoria che si è diffusa online, i batteri sarebbero in grado di comunicare attraverso le onde elettromagnetiche.

In teoria, è possibile, secondo uno studio del 2011, che comunque non è stato rivisto dai pari.

Ad ogni modo non ci importa, poichè il Coronavirus non è un batterio, bensì un virus.

Secondo un’altra teoria (anch’essa diffusasi in rete) il Coronavirus attecchisce meglio sul nostro sistema immunitario, poichè debilitato dalle onde 5G.

Non è una teoria completamente infondata, le onde elettromagnetiche fanno male, è scientificamente provato.

Tuttavia, la nocività prevede esposizioni di intensità e durata che non si possono replicare fuori da un laboratorio e prevede perfino la triste possibilità di acquisire un tumore, ma mai l’indebolimento del sistema immunitario.

Quindi, sarebbe falsa anche questa seconda teoria complottistica, il 5G non c’entra nulla con il Coronavirus.

…Quando mi sembrava di compreso che erano pure invenzioni per fare cassa abusando della credulità popolare, è piovuta una intervista di Luc Montagnier, premio nobel per la medicina, scopritore dell’HIV, che dice “bombe atomiche”, come le ha definite il giornalista che lo intervistava.

In Inghilterra, negli Stati Uniti.. In molte parti del mondo le antenne vengono bruciate. La gente ha paura.

Ci tengo a dire che non ci sono prove che il 5G sia sicuro e, secondo il principio di precauzione, sarebbe saggio attendere dati molto più sicuri di quelli che abbiamo, prima di procedere.

Invece, si sta correndo ad installare le antenne, perchè è un mercato immenso (vale già oggi oltre 250 miliardi di dollari) e sembra che la strategia sia estremamente semplice: completare l’installazione prima che possano nascere troppo proteste, mettendo sostanzialmente il mondo di fronte al fatto compiuto.

Sarebbe straordinariamente urgente una mobilitazione politica per fermare temporaneamente l’introduzione di una tecnologia sicuramente utile, ma affatto indispensabile, laddove esistono dubbi di eminenti scienziati che possa essere nociva.

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