Il mondo prima e durante il Coronavirus. Una differenza che deve far riflettere.

Nei mesi di lockdown, tutti abbiamo scoperto cose che probabilmente non avremmo mai avuto la possibilità di valutare.

Le rare volte che siamo usciti di casa, abbiamo trovato strade silenziose, in cui si sentono gli uccelli, che pensavamo che neanche ci fossero più in città, gli uccelli.

Nessun rumore di automobili, anzi nessun rumore in assoluto, e abbiamo capito più che mai quanto tutti siamo assuefatti al caos, al punto di non percepirlo più.

Con l’aria più pulita, abbiamo potuto vedere in lontananza in un modo che non era mai accaduto mai, prima.

Nessuna folla, nessuna fretta.

Un mondo che si muove molto più lentamente, come se il tempo stesso avesse cambiato velocità.

Da soli è difficile cambiare, ma quando si è in tanti, tutto diventa più facile.

E’ dimostrato che una nuova abitudine è tale dopo 3 settimane: in 21 giorni il cervello si abitua a una novità e la assimila come la nuova normalità.

Qui di settimane ne sono passate tante, chissà che non sia la volta buona che qualcuno, diciamo un 10/ 20% della gente, non cambi davvero le proprie abitudini verso uno stile di vita migliore.

Se sarà cosi, questa malattia non avrà lasciato solo morti, ma anche qualche nuovo vivo.

Il mondo ha bisogno di cambiamento e questa occasione potrebbe davvero essere uno spartiacque tra due modi di pensare.

Abbiamo bisogno di rallentare, di diminuire la velocità e il numero degli spostamenti, di diminuire la quantità e la densità demografica, di ripensare al nostro modello di sviluppo.

Insomma, dobbiamo ripensare a quello che intendiamo come benessere.

Guardate questo video, è illuminante.