L’aereo è il mezzo più inquinante e non paga tasse.

Il grafico qui sotto, emesso dall’Agenzia Ambientale Europea, non lascia dubbi:

Gli aerei sono responsabili di quasi il 5% dei cambiamenti climatici,

pur trasportando solo il 5% della popolazione mondiale.

Agenzia Ambientale Europea

Infatti, l’80-90% della popolazione mondiale non ha mai viaggiato in aereo.

Per capire quanto inquina un aereo, pensate che ogni singolo passeggero di un aereo in volo da Londra a Città del Capo inquina come il riscaldamento del suo appartamento durante tutto un inverno.

Il grafico incluso nel rapporto dell’Agenzia Ambientale Europea

Inoltre, il traffico aereo non si fa carico dei costi dell’inquinamento ambientale ma li scarica sulla collettività.

Le compagnie aeree non pagano alcun contributo per la tutela ambientale.

In parole povere, si privatizzano gli utili e si socializzano le perdite.

E’ necessario che i voli aerei vengano tassati, agendo soprattutto sui costi dei carburanti.

Questo, ovviamente, ridurrebbe l’attuale, ingiusto vantaggio dell’aereo rispetto ad altri competitors, come il trasporto su gomma e su rotaia.

Treno e autobus, infatti, sono decisamente più eco-friendly dell’aereo, eppure ad oggi sono addirittura penalizzati dagli stati, anzichè supportati.

L’aereo inquina 20 volte più del treno,

5 volte più dell’autobus,

2 volte più dell’automobile.

Le compagnie ferroviarie (come Italo, per esempio) pagano le tasse sull’elettricità con cui muovono i treni!

Le compagnie di autobus (come Flixbus, per esempio) pagano le tasse sul gasolio con cui muovono gli autobus!

Ciascuno di noi paga le tasse sul gasolio quando fa il pieno!

Invece, le compagnie aeree non pagano nessuna tassa sul kerosene con coi muovono gli aerei!

Perchè gli aerei non pagano tasse sul kerosene?

Gli aerei non pagano tasse sul carburante in base a un accordo che risale addirittura al 1944 e che fu voluto dagli Stati Uniti, finalizzato a salvaguardare la propria produzione di aerei e a sviluppare l’aviazione civile a livello globale.

Così, 52 nazioni firmarono la Convenzione di Chicago (dove ha sede la Boeing) , che vieta ai paesi firmatari di tassare il contenuto dei serbatoi degli aerei.

Oggi sono 192 gli Stati che aderiscono all’accordo (compresa l’Italia, ovviamente).

Ma dal 1944 ad oggi le priorità mondiali sono cambiate completamente.

In quell’epoca non si sapeva assolutamente nulla di inquinamento e di cambiamenti climatici.

Oggi, è di assoluta importanza rivedere il modo in cui si distribuiscono le tasse, per incentivare stili di vita (e di viaggio) ecocompatibili.

Spostare le tasse dalle persone alla Co2

Meno inquini – Meno paghi

Attenzione che questa sarebbe una vera rivoluzione:

significherebbe che le tasse sul lavoro dipendente diminuirebbero drasticamente,

e tutti avrebbero molti più soldi in tasca liquidi a fine mese.

Ciascuno pagherebbe le tasse in base ai consumi, e sui prodotti graverebbe un balzello proporzionato al loro impatto ecologico.

Questa rivoluzione porterebbe a un fortissimo riequilibro dei consumi, a vantaggio dei prodotti più eco-sostenibili, che è esattamente il contrario di ciò che avviene oggi.

A tal proposito, vedi anche:

Gli aerei godono anche di altri benefici gratuiti.

A partire dalle sovvenzioni che, spesso, gli stati concedono alle compagnie di bandiera (coi soldi dei contribuenti), in nome di un ipotetico “interesse generale”.

Si pensi a quanti soldi ha versato lo stato Italiano in Alitalia, ad esempio.

Circa 8 miliardi dei contribuenti italiani sono andati in fumo per sostenere una compagnia aerea che altrimenti sarebbe fallita 40 anni fa.

Si potevano fare tante cose, con 8 miliardi, in un paese dove i ponti cadono come mosche.

Si calcola che, se si mettessero sugli aerei tasse uguali a quelle degli altri mezzi di trasporto, il prezzo medio di un biglietto aereo raddoppierebbe, specialmente sulle tratte brevi e medie, mentre i voli transcontinentali ne risentirebbero meno.

Questo è dovuto al fatto che il momento di maggior consumo di un aereo è al decollo, che è sempre uno solo, indipendentemente dalla lunghezza del tragitto da compiere, quindi proporzionalmente incide di più se la tratta è breve.

Se le tasse fossero uguali per gli aerei come per i treni e gli autobus, molta più gente sceglierebbe di viaggiare con mezzi più eco-sostenibili, specialmente per le tratte brevi, che sono quelle dove l’aereo risulta maggiormente inquinante e dove è meno sconveniente, anche a livello di tempo, scegliere un altro mezzo di trasporto.

Per quanto concerne l’Italia, noi produciamo sia autobus che treni, quindi la nostra industria avrebbe molto da guadagnare da questa scelta.


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Alberto Bonomi per Aritos.it