Record di caldo al Polo Nord, temperature di 20 gradi troppo alte

Il 30 aprile si è verificato un nuovo record di temperatura al Polo Nord.

Il termometro ha segnato 20 gradi in più rispetto alle medie per il periodo al Circolo polare Artico.

I dati sono stati rilevati dal Centro meteo americano Gfs (Global forecast system).

Il Polo nord è riscaldato in questo periodo da un flusso di aria ‘bollente’ proveniente dall’Asia e diretta nell’area dell’Artico, per esempio in Siberia.

Tra le conseguenze, l’accelerazione della fusione dei ghiacci e ripercussioni ambientali come il ritorno del freddo in Canada e in Usa.

Si tratta dell’ennesimo segnale di un riscaldamento globale totalmente fuori controllo, rispetto al quale la politica di fatto non si muove.

La ragione principale sta nella poca sensibilità degli elettori, che di fatto premiano ancora e sempre ci propone soluzioni economiche di breve periodo.

Oggi, in Italia e in Europa, nessun partito che abbia al centro del proprio programma un vero cambiamento green è forza di maggioranza nel proprio paese.

Eppure, molti di noi hanno figli e le più recenti ricerche dicono che la civiltà umana potrebbe finire nel 2050 proprio per gli effetti del climate change.

Possibile che questo pensiero non attanagli i genitori di bambini che allora avranno 30 o 40 anni a sufficienza da desiderare di cambiare significativamente?

Continuiamo a suonare come l’orchestra sul Titanic.