Il mondo è un posto migliore quando la specie a rischio siamo noi

Per chi non ha voglia di leggere, l’articolo è disponibile anche in video

Fino a due mesi fa, l’uomo era la specie dominante sul pianeta.

Sostanzialmente privo di predatori, ed essendo il più grande predatore mai esistito, l’uomo ha occupato ogni spazio, quasi sempre con poca o nessuna attenzione al resto delle specie animali e vegetali che popolano il pianeta (l’unico pianeta che abbiamo, per inciso).

Con l’arrivo del COVID-19 abbiamo trovato, dopo molti anni, un predatore più potente di noi, un nemico come lo siamo noi per tutte le altre specie, in grado di annientarci senza che noi possiamo fare nulla.

Esattamente come una lepre davanti al fucile di un cacciatore, non ci è rimasto altro che fuggire, e ci siamo chiusi nelle nostre tane.

Conseguentemente abbiamo dovuto lasciare per un po il dominio del mondo ad altri animali.

E come è il mondo, quando la specie in pericolo siamo noi? …E’ bellissimo.

Certo, non per noi, ma per tutti gli altri, è un sogno che si avvera.

Non c’è animale o vegetale sul pianeta che non ringrazi il proprio Dio per aver mandato il messia Coronavirus.

Il pianeta Terra risorge, respira, migliora di giorno in giorno perchè il virus più aggressivo e mortale del pianeta è, una volta tanto, egli stesso in pericolo.

Noi! siamo il virus.

L’inquinamento nelle città è sceso a livelli che non si vedevano da 50 anni, gli animali selvatici sono ricomparsi in luoghi dove non si erano più visti dai tempi delle fotografie in bianco e nero, le acque dei mari sono più limpide (vedi Venezia), all’acquario di Genova i pinguini sono stati inquadrati dalle telecamere di sorveglianza mentre passeggiavano per gli uffici deserti. Un po di libertà anche per loro, finalmente.

Il prezzo del petrolio è precipitato perchè ne serve pochissimo, gli aerei sono tutti ben parcheggiati a terra, le autostrade sono semi-deserte.

Avete notato il rumore? Quale rumore? Appunto, nessun rumore. Il rumore non c’è più.

Si sente il vento, le foglie, gli uccelli, il rumore dei propri passi. A molti di noi non era più successo da anni, di sentirSI, ovvero sentire se stessi, in questo modo.

Siamo tutti confinati in casa, e il mondo è bellissimo.

Cosa dovrebbe insegnarci tutto questo?

Che nel film delle nostre vite, un film Holliwoodiano come tutti lo vogliamo, pieno di effetti speciali, telefoni 10G e auto di lusso, noi facciamo la parte dei cattivi.

Diciamocelo francamente: noi non siamo i buoni. Ci piace vederci tali nei film, ma noi non siamo i buoni nel nostro film.

Noi siamo i cattivi. E ci sta bene esserlo, eccome.

Se si facesse un referendum tra le altre specie che convivono su questa roccia che vaga nello spazio assieme a noi, sarebbe un plebiscito:

Coronavirus for president, il più grande eroe da almeno 100 anni.

Ma, siccome siamo la specie dominante perchè abbiamo un cervello più sviluppato di altri animali, noi impareremo molto da questa storia. Non è vero?

No, assolutamente no.

Non impareremo niente.

L’uomo non impara mai nulla, perchè crediamo di essere intelligenti, ma in realtà ci collochiamo in un limbo tra la stupidità e l’intelligenza, una zona grigia chiamata furbizia; è lì che sta la maggior parte del genere umano.

La furbizia ti fa pensare che se ottieni dal mondo il massimo che puoi, dando a cambio il meno che riesci, allora sei… Furbo, appunto.

Un classico esempio di uomo furbo

E se non lo fai, sei stupido. Il furbo ride di chi non lo è.

Le cose, però, per quei pochi che hanno materia grigia sufficiente per capirlo, non stanno così.

Se ti collochi al quoziente intellettivo dei furbi, sei un mediocre esserino di cui il mondo farebbe volentieri a meno, se solo potesse.

E ci prova anche, il mondo, a fare a meno di te, col Coronavirus.

Meglio stupido, che furbo. Fai molti meno danni.

Ce la prendiamo con la politica ma la politica è innocente. La politica è una rappresentazione del pensiero dei popoli. Non a caso si chiamano “rappresentanti del popolo”.

E, così come il rappresentate di una fabbrica di scarpe cercherà di parlare bene del prodotto che offre, anche se in cuor suo lui per primo comprerebbe un’altra cosa, un rappresentante del popolo dice quello che vuol sentire il suo elettorato.

Perchè entrambi, rappresentante di scarpe e rappresentante del popolo, se non facessero quel che vuole il proprio capo, rischierebbero il posto.

I politici, quindi, sono senza colpe; quasi sempre sono scatole vuote che puoi riempire con qualsiasi concetto, li accreditiamo di intelligenze che non hanno, in realtà non sono migliori (nè peggiori) di chi li vota.

La colpa è dei singoli, dei popoli, la colpa è tua! E’ mia!

Fintanto che l’unica cose che noi vediamo in questa storia è la nostra prigionia, fintanto che l’unica cosa a cui pensiamo è “quando potremo tornare a fare quello che facevamo prima, esattamente come lo facevamo prima?”, i politici risponderanno a questa domanda.

Le cose non cambieranno mai perchè, come diceva Albert Einstein, “due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana! Ma sull’universo ho ancora dei dubbi!”