Bambini in una gabbia fuori dalla finestra

Come avviene durante i match di wrestling in TV, mi sento di scrivere: “don’t try it at home”, ovvero non provateci a casa. Tuttavia, questa bizzarra soluzione per far prendere luce e aria ai bambini che vivono in case senza balconi fu molto in voga per quasi mezzo secolo.

Nel 1884, il dottor Luther Emmett Holt scrisse un libro dal titolo “The care and feeding of children”, in cui spiegò come i bambini dovevano essere esposti all’aria aperta e al sole per purificare loro il sangue. “L’aria”, scriveva, “migliora l’appetito e la digestione, il rossore del viso e tutti i segni della salute.”

Non appena ebbe letto quel libro Eleanor Roosevelt, una neomamma, acquistò una gabbia di filo metallico, la appese fuori dalla finestra del suo appartamento di New York e la usò come parco giochi della figlia Anna, finchè un vicino preoccupato non minacciò di denunciarla alle autorità.

Passarono quasi 40 anni prima che un’azienda brevettasse l’idea di Eleanor; nel 1922 la Emma Read di Spokane, Washington, depositò il brevetto della gabbia per bambini, e questa ebbe un successo che oggi sarebbe inimmaginabile.

Tra gli anni ’30 e ’40 del secolo scorso,queste gabbie diventarono popolari sia negli Stati Uniti che in Inghilterra, tra gli abitanti di appartamenti senza balconi. Dopo la seconda guerra mondiale la cultura cambiò e caddero progressivamente in disuso. La produzione cessò nel 1948.